Ecco quali lavori fare a gennaio nell’orto nel frutteto e nel giardino.

 TECNIVERDE SRL CONSIGLIA I LAVORI DA FARE A GENNAIO, NELL’ORTO, NEL FRUTTETO E NEL GIARDINO.

A cura del Prof. Mello Vincenzo, Agronomo e Paesaggista, con la collaborazione degli studenti dell’Istituto Tecnico Agrario “Presta-Columella” di Lecce.

Orto

LAVORI Mese freddo e dunque meno impegnativo! È opportuno sfruttare questo periodo per preparare il terreno, effettuando la concimazione di fondo con sostanza organica (compost domestico o letame maturo kg 3-5/mq, stallatico o pollina 0,2-0,3 kg/mq, humus di lombrico, cornunghia, sangue di bue, leonardite o altro) e con un concime minerale ternario con poco azoto ma ricco in fosforo e potassio (circa gr 100/mq). La cenere sostituisce egregiamente quest’ultimo. Le lavorazioni vanno fatte quando il terreno non è bagnato ma solo umido, cioè in tempera.

SEMINE Per le semine in semenzaio sotto tunnel sarebbe bene riscaldarlo naturalmente (letto caldo), con uno strato consistente di letame di cavallo fresco che, fermentando, produce calore. Per evitare lo sviluppo di malattie fungine o batteriche usare sementi certificate e nella preparazione del letto di semina, preferire terricci di qualità. Inoltre, è bene seminare rado e distribuire sulla superficie del semenzaio una spolverata di vermiculite macinata per evitare ustioni al colletto delle piantine, da esposizione al sole. In letto caldo o sotto vetro o tunnel in polietilene seminare cavoli, cicorie, lattughe, sedano, ravanello, carote o colture primaverili/estive, come angurie, meloni, meloncelle, biete, cavoli estivi, cicorie estive, cipolle estive, lattughe da taglio, basilico, peperoni, pomodori, melanzane, zucche e zucchine. Si possono seminare in piena terra cece nero, cicerchia, cime di rapa, lenticchia, lupino, pisello, biete, carote, ravanello, rucola, sedano, valeriana, cavoli, cicorie e fave. Si possono piantare i bulbilli di aglio e di cipolla, le zampe di asparagi e i carciofi. Si fa in tempo ancora a seminare grano duro autunno-vernino, se non si è riusciti a seminarlo in novembre.

RACCOLTE Tra i raccolti si annoverano quelli derivanti da colture invernali come cicorie, cavoli verza, indivia riccia, porri, radicchi, cime di rape, finocchi, spinaci, bietole, broccoli, carciofi, carote, cardi, cavolfiori, cipolle, lattuga, porri, radicchio rosso, sedano, spinaci, valeriana, tarassaco, papavero, grespino e cicoria selvatica.

 

Frutteto

OLIVETO Ultimata la raccolta, concimare gli olivi con un ternario ricco in fosforo e potassio (gr 50-80/mq), interessando la superficie della corona formata da circa un metro dal tronco a circa due metri oltre la proiezione della chioma. Negli impianti giovani si consiglia di apportare anche sostanza organica (vedi sopra, lavori orto) al fine di fornire microelementi ai giovani alberelli.

Se necessario, è opportuno disinfettare con prodotti rameici le ferite da taglio o da attrezzi meccanici usati durante la raccolta.

Diserbare o trinciare le infestanti o meglio ancora lavorare il terreno superficialmente al fine di permettere l’infiltrazione delle acque piovane invernali. Questa leggera lavorazione è indispensabile nel Sud Italia dove, con l’inoltrarsi della primavera, le piogge scarseggiano.

VIGNETO È il mese più indicato per effettuare la potatura. Concimare con un ternario ricco in fosforo e specialmente potassio con una buona dose di magnesio (kg 80-100 per 1.000 mq), somministrare anche del letame maturo o altra sostanza organica e fresare al fine di interrare il tutto e renderlo più prontamente disponibile per le piante.

Se è necessario diserbare, ma è preferibile trinciare l’erba o lavorare superficialmente il terreno quando è in tempera.

Si possono effettuare i nuovi impianti con barbatelle innestate, sane e certificate (vedi novembre).

FRUTTIFERI Potatura Potare le Pomacee (Pero, Melo e moderatamente Cotogno e Nespolo giapponese) e le Drupacee (Pesco e moderatamente Albicocco, Mandorlo, Susino e Ciliegio). Il Gelso, il Kaki e il Noce non si potano.

Innesti Prelevare le marze (rametti di un anno) della cultivar che si desidera e che si intende innestare a corona ad aprile. Avvolgerle con della carta assorbente bagnata, chiuderle in un sacchetto di plastica e riporle nello scomparto frutta e verdura del frigo.

Piantumazioni Mettere a dimora gli astoni dei fruttiferi, scavando buche di circa cm 60x60x60. Distribuire sul fondo uno strato di letame maturo o altra sostanza organica e un ternario ricco in Fosforo e coprire il tutto con uno strato di terra. Prima della messa a dimora degli astoni, è opportuno spuntare le loro radici più lunghe ed eliminare quelle scortecciate. Tenere a bagno per qualche ora le radici delle giovani piante con una sospensione di estratti di alga o di acidi umici o altri bioattivatori (300- 500 ml in 100 litri di acqua) aggiungendo formulati a base di microrganismi micorrizici e della rizosfera. Mettere a dimora l’astone, legandolo con legacci elastici a un tutore conficcato bene al fondo della buca (canna di bambù secca o paletto di castagno) e interporre tra i due elementi un cuscinetto di gomma o di juta. Interrare le radici fino al colletto della pianta, ponendo attenzione a non coprire mai il punto d’innesto, affinché la pianta, al di sopra di questo, non emetta radici che, negli anni, sostituiranno quelle più rustiche e resistenti del portainnesto selvatico. Pestare bene per far aderire la terra alle radici e innaffiare abbondantemente. Capitozzare l’astone e sfoltire i rametti laterali lasciandone tre, distanti non meno di 15-20 cm tra loro, per evitare la scosciatura delle branche che formeranno l’impalcatura dell’albero.

Lavori Concimare con sostanza organica come letame maturo, compost, vinaccia esausta, ecc. in quantità di circa 30-50 kg per pianta adulta o 3-5 kg/mq. In mancanza di ciò si possono utilizzare prodotti confezionati come stallatico pellettato, humus di lombrico, cornunghia, cascami della macellazione, sangue di bue, leonardite, ecc. (da 1 a 5 kg a pianta o 100-500 gr/mq), distribuendoli uniformemente intorno alla pianta. Lavorare il terreno superficialmente per interrare il concime e contenere le erbacce.

Trattamenti Per prevenire le più comuni malattie dei fruttiferi e la carie del legno, è opportuno effettuare, subito dopo la potatura, un trattamento con Poltiglia bordolese industriale o con altri preparati a base di Rame.

Raccolte Arance, limoni, clementine, mandarini e pompelmi.

 

Giardino

ALBERI Potare solo se è necessario e con moderazione le piante spoglianti e i Pini. I tagli devono interessare rami di medio-piccole dimensioni (max 6-8 cm di diametro) rispettando il “collare” per favorire la cicatrizzazione della ferita ed evitare la penetrazione di funghi della carie del legno.  Se dovete asportare un grosso ramo laterale effettuate sempre i tre tagli, per evitare la “scosciatura” che comporta gravi ferite al tronco. Il primo si effettua dal basso verso l’alto, per un terso del suo diametro, a 40-50 cm dal fusto. Il secondo si effettua dall’alto verso il basso, a 60-70 cm dal tronco, recidendo del tutto il ramo. Il terzo, rispettando sempre il collare, serve ad eliminare il moncone rimasto.  Si possono mettere a dimora un po’ tutte le alberature, rimandando a marzo-aprile la piantumazione delle sole specie sensibili al gelo. Scavare opportune buche in funzione della grandezza delle zolle; se grandi e profonde mettere sul fondo uno strato di pietrame, per drenare l’acqua in eccesso. Sistemare uno strato di letame maturo (5-10 cm) sul fondo, aggiungendo due o tre manciate di un concime ternario ricco in fosforo e potassio e coprire il tutto con uno strato di terra. Stabilizzare il fusto legandolo con fasce elastiche a tre tutori conficcati bene al fondo della buca (abete trattato in autoclave o paletto di castagno con base ricoperta da guaina bituminosa). Molto più discreti sono i sistemi di ancoraggio della zolla a scomparsa, cioè interrati, che fissano l’apparato radicale, lasciando piena libertà di muoversi alla chioma. Interrare la zolla e pestare bene intorno al pane di terra, rispettando il colletto della pianta. Formare una “conca” di opportuna grandezza e innaffiare abbondantemente per far aderire la terra alla zolla e alle radici. Se la zolla è particolarmente grande conviene “pistonare” con un paletto intorno ad essa per far scendere in profondità l’acqua insieme alla terra facendo riempire così i vuoti d’aria che si possono formare sotto o intorno ad essa. Successivamente, per stimolare l’emissione di nuove radici e favorire l’attecchimento, si consiglia di innaffiare con una sospensione di acidi umici o di estratti di alga o altro biostimolante (300/500 ml per 100 lt di acqua). Ripetere il trattamento radicale a febbraio, a marzo e ad aprile.

PALME Potare le palme tagliando solo le foglie vecchie, ingiallite o secche e le loro infruttescenze. Osservare bene gli apici vegetativi o “capitelli” e se notate ammassi di rosura scura (segatura indurita) o foglie bucherellate, effettuate un trattamento con un insetticida contro le larve della Paysandisia archon; una farfalla proveniente dall’Argentina che attacca specialmente Chamaerops humilis e C. excelsa, ma anche molte altre palme.

CESPUGLI Potare solo le specie che fioriscono in estate-autunno, sulla vegetazione dell’anno in corso. Si possono moltiplicare per talea un po’ tutti i cespugli spoglianti da fiore. Somministrare alle acidofile (Azalea, Camellia, Rhododendro, Gardenia, Ortensia, ecc.) un ammendante acido, concimato.

ROSE Se non è già stato fatto, preparare il terreno per i nuovi impianti, effettuando una concimazione organica con un ternario ricco in fosforo e potassio. Potare i rosai asportando tutti i rami vecchi, morti o malati ed eliminare i getti che si incrociano, per sfoltire la pianta e rendere più armoniosa la vegetazione. Accorciare a 20/30 cm i rami delle rose grandiflora (a stelo unico) e a cm 40/50 quelli delle rose paesaggistiche (a mazzetti rifiorenti). Le varietà tappezzanti (striscianti o copri suolo) si potano solo ogni 4-6 anni. Dai rami di un anno potete ricavarne talee di 15-20 cm e con l’aiuto di un prodotto a base di ormoni radicanti potete moltiplicare le vostre rose.

AROMATICHE Controllare le erbe infestanti, eliminare i rami vecchi e quelli che sono cresciuti troppo.

BULBOSE Nelle località a clima più mite, si possono anticipare le operazioni di febbraio.

TAPPEZZANTI Rifilare le aiuole, scerbare e pulire dal secco le piante. Si possono mettere a dimora viole e violaciocche.

SIEPI Se piacciono le forme geometriche, rifilare le siepi sempreverdi come bosso, pittosporo, viburno, lauroceraso, ligustro, ecc. prima dell’emissione dei nuovi germogli.

PRATO Se non è stato fatto in precedenza, concimare con un ternario ricco di fosforo e specialmente potassio per renderlo più resistente al freddo. In caso di ingiallimento diffuso dell’erbetta, aggiungere humus di lombrico o, meglio, sangue di bue in polvere. Tosarlo alto a 6-7 cm di altezza. Irrigarlo solo se è necessario. Il prato non richiede altri interventi (revisionare il rasaerba e controllare che la lama sia sempre ben affilata).

PIANTE ACQUATICHE Le piante acquatiche sono in riposo e non richiedono cure particolari. Pulire gli argini estirpando le erbe infestanti. Controllate frequentemente le piante acquatiche messe al riparo e, ai primi segni di crescita, trasferirle in posizione più luminosa.

 

 

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