ATTENZIONE AL BLASTOFAGO DEL PINO DOMESTICO E DEL PINO D’ALEPPO.

Negli ultimi decenni, in Italia, si stanno verificando attacchi sempre maggiori di Blastofagi dei pini, Tomicus destruens, Tomicus piniperda e Tomicus minor.

Cos’è il Blastofago del Pino Domestico e del Pino D’Aleppo? Si tratta di piccoli insetti appartenenti all’ordine dei Coleotteri e alla famiglia degli Scolitidi.

 

Blastofago del Pino Domestico e del Pino D'Aleppo

Blastofago del Pino Domestico e del Pino D’Aleppo

 

Gli adulti sono lunghi 4-5 mm, hanno corpo cilindrico, scuro, finemente punteggiato e rivestito di corti peli. Sono presenti in tutta Europa centro-meridionale e Nord-Africa e causano gravi danni alle diverse specie di pini. In Italia interessano molte regioni sia in ambienti alpini e appenninici sia in ambienti caldi e costieri.

Nel Salento si stanno osservando infestazioni sempre maggiori ai danni del Pino domestico (Pinus pinea) e del Pino d’Aleppo (Pinus halepensis) da parte di Tomicus destruens che è particolarmente termofilo. Questo è morfologicamente simile a Tomicus piniperda che invece preferisce latitudini e altitudini maggiori e si distingue solo per il colore castano-ferrugineo delle elitre, rispetto al colore nero di quest’ultimo. Tomicus piniperda, a sua volta, si differenzia da Tomicus minor per avere all’estremità di ogni elitra due piccoli solchi lisci.  Questi scolitidi in primavera vengono attratti dalle piante sofferenti per diverse cause e non per ultimo a stress idrici dovuti principalmente ai cambiamenti climatici che ci fanno registrare primavere siccitose ed estati calde e torride. I primi due scavano le gallerie di riproduzione a livello del cambio dei tronchi e delle grosse branche, longitudinalmente al loro asse. il T. minor preferisce i rami più giovani con corteccia sottile e scava gallerie di riproduzione trasversali, interessando maggiormente l’alburno (l’ultimo strato legnoso).

Le femmine depongono un centinaio di uova e da queste schiudono larve apode e biancastre, con capo ambrato e apparato boccale masticatore, col quale scavano gallerie lunghe circa 10 cm.  Raggiunto il pieno sviluppo s’impupano per poi sfarfallare nella tarda primavera-inizio estate. Gli adulti di questa generazione volano alla ricerca di piante vigorose e vegetanti e si alimentano attaccando i giovani germogli in accrescimento. Scavano gallerie di nutrizione nella zona midollare di questi germogli causando il loro disseccamento e caduta al suolo. Raggiunta la maturità sessuale possono dare origine alla seconda generazione durante l’intera estate fino all’autunno.

Gli adulti di questa generazione possono trascorrere l’inverno tra gli affranti della corteccia mentre le larve che non sono riuscite ad impuparsi svernano nelle loro gallerie. I danni causati da questi insetti sono notevoli. Oltre a riguardare i vasi xilematici e floematici degli esemplari sofferenti risultano ancora più dannosi con le gallerie di nutrizione che, disseccando i giovani germogli, deprimono la vegetazione anche delle piante dotate di buona vigoria, fino addirittura a causarne la morte, se le infestazioni si ripetono negli anni. Ciò è dovuto anche al fatto che si comportano da vettori di diversi funghi opportunisti fitopatogeni che causano occlusione e imbrunimento dei vasi linfatici. Sono molti i loro nemici naturali costituiti principalmente da insetti che si comportano da parassitoidi degli stadi larvali ma che tuttavia non riescono a contenere la popolazione di questi scolitidi.

Blagosfago del pino domestico e del ino D'Aleppo

Albero attaccato da Tomicus

Il controllo preventivo del Blastofago del Pino Domestico e del Pino D’Aleppo (di Tomicus sp.) nei giardini si basa principalmente su una corretta gestione dello stato fitosanitario dei pini adottando idonei interventi agronomici come: corrette potature e mai drastiche, specialmente per il Pino d’Aleppo; allontanamento e distruzione dei residui di potatura; opportune concimazioni ed irrigazioni, ecc.. La lotta chimica si può effettuare solo su piante giovani che hanno subito notevoli infestazioni negli anni precedenti, intervenendo con irrorazioni alla chioma in primavera appena si notano i primi getti disseccati, utilizzando Piretrine, Azadiractina, Spinosad o altro principio attivo registrato per piante ornamentali-forestali. Su piante adulte e in ambiente urbano si può intervenire sempre in primavera solo con l’endoterapia che consiste nell’iniettare insetticidi nei vasi legnosi del tronco, adoperando idonee attrezzature.

Prof. Vincenzo Mello, Agronomo e Paesaggista.

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