Ecco quali lavori fare a gennaio nell’orto nel frutteto e nel giardino.

Quali sono i lavori da fare a gennaio nell’orto nel frutteto e nel giardino?

Orto

LAVORI Mese freddo e dunque meno impegnativo! È opportuno sfruttare questo periodo per preparare il terreno, effettuando buona concimazione di fondo con sostanza organica come Compost o Letame maturo 3-6 fino a 9 kg/mq, Stallatico o Pollina pellettati 0,3-0,6 kg/mq, Vermicompost o Humus di lombrico 2-4 kg/mq, Leonardite 0,3-0,6 kg/mq, Cornunghia 0,2-0,3 kg/mq, Sangue di bue 0,1-0,2 kg/mq, aggiungendo un concime minerale ternario povero in Azoto ma ricco in Fosforo e Potassio (circa 0,1 kg/mq). La cenere sostituisce egregiamente quest’ultimo. In alternativa si può utilizzare un concime organo minerale sempre ricco in Fosforo e Potassio e con Carbonio organico elevato (La percentuale di Sostanza Organica di un concime organico o organo minerale si ottiene moltiplicando per due il titolo di Carbonio). Si consiglia di incorporare opportunamente il concime nel terreno con una aratura di media profondità. Le lavorazioni vanno fatte quando il terreno non è bagnato ma solo umido, cioè in tempera.

SEMINE Per le semine in semenzaio sotto tunnel sarebbe bene riscaldarlo naturalmente (letto caldo), con uno strato consistente di letame di cavallo fresco che, fermentando, produce calore. Per evitare lo sviluppo di malattie fungine o batteriche usare sementi certificate e nella preparazione del letto di semina, preferire terricci vergini e di qualità. Inoltre, è bene seminare rado e distribuire sulla superficie del semenzaio una spolverata di vermiculite macinata per evitare ustioni al colletto delle piantine, da esposizione al sole. Seminare colture primaverili/estive, come angurie, meloni, meloncelle, biete, cavoli estivi, cicorie, cipolle estive, lattuga, basilico, peperoni, pomodori, melanzane, zucche e zucchine. Si possono seminare in piena area biete, carote, ravanello, rucola, sedano, valeriana, cavoli, cicorie, fave, piselli e bulbilli di aglio e di cipolla. Si possono piantare le zampe di asparagi. Si fa in tempo ancora a seminare grano duro autunno-vernino, se non si è riusciti a seminarlo in novembre-dicembre.

RACCOLTE Tra i lavori da fare a gennaio nell’orto, nel frutteto e nel girdino ci sono le raccolte. Tra i raccolti si annoverano quelli derivanti da colture invernali come cicorie, le varie specie di cavolo, indivia, porri, radicchi, rape, finocchi e spinaci.

Frutteto

OLIVETO

Ultimata la raccolta, concimare gli olivi con un ternario ricco in Fosforo e Potassio (gr 50-80/mq), interessando la superficie della corona formata da circa un metro dal tronco a circa due metri oltre la proiezione della chioma. Negli impianti giovani si consiglia di apportare anche sostanza organica (vedi sopra, lavori orto) al fine di fornire microelementi ai giovani alberelli.

Se necessario, è opportuno disinfettare con prodotti rameici le ferite da taglio o da attrezzi (abbacchiatori) usati durante la raccolta.

Diserbare o trinciare le infestanti o meglio ancora lavorare il terreno superficialmente al fine di permettere l’infiltrazione delle acque piovane invernali. Questa leggera lavorazione è indispensabile nel Sud Italia dove, con l’inoltrarsi della primavera, le piogge scarseggiano.

VIGNETO

È il mese più indicato per effettuare la potatura.

Concimare con un ternario ricco in Fosforo e specialmente Potassio con una buona dose di Magnesio (kg 80-100 per 1.000 mq), somministrare anche del letame maturo o altra sostanza organica o più semplicemente si può usare un organo minerale ricco in Potassio e Magnesio. Fresare il terreno al fine di interrare il tutto e renderlo disponibile per le radici delle piante già da prima della ripresa vegetativa.

Se è necessario diserbare, ma è preferibile lavorare superficialmente il terreno.

Si possono effettuare i nuovi impianti con barbatelle innestate, sane e certificate (vedi novembre).

FRUTTIFERI

Potatura Potare gli alberi da frutta che ne hanno bisogno, come pesco, pero e melo. Gli altri fruttiferi richiedono solo piccoli interventi che consistono nell’eliminazione dei succhioni, il diradamento e l’accorciamento dei rami e nell’abbassare la chioma per rendere più comoda la raccolta. Il Gelso, il Kaki e il Noce non si potano. Si consiglia di disinfettare gli attrezzi da taglio con Sali quaternari di ammonio prima di cominciare a potare un nuovo albero. Sarebbe opportuno cippare o meglio bio-triturare le ramaglie per ottenere compost, anziché bruciarle in loco.

Innesti Prelevare le marze (rametti di un anno) della cultivar che si desidera e che si intende innestare a corona o a spacco ad aprile. Avvolgerle con della carta assorbente bagnata, chiuderle in un sacchetto di plastica e riporle nello scomparto “frutta e verdura” del frigo.

Lavori Concimare con sostanza organica come letame maturo, compost, vinaccia esausta, ecc. in quantità di circa 30-50 kg per pianta adulta o 3-6 kg/mq. In mancanza di ciò si possono utilizzare prodotti confezionati come stallatico pellettato, humus di lombrico, cornunghia, cascami della macellazione, sangue di bue, leonardite o un organo minerale ricco in Fosforo e specialmente Potassio (da 3 a 5 kg a pianta o 100-300 gr /mq), distribuendoli uniformemente intorno alla pianta. Lavorare il terreno superficialmente per interrare il concime e contenere le erbacce. Il terreno che ospita l’agrumeto non deve essere lavorato per tutti i mesi freddi. Si consiglia di trinciare l’erba o di decespugliare facendo attenzione a non ferire il colletto delle piante. Il terreno non coltivato e pulito da erbacce rende gli agrumi meno soggetti ai danni da gelo.

Trattamenti Per prevenire le più comuni malattie dei fruttiferi e la carie del legno, è opportuno effettuare, subito dopo la potatura, un trattamento con Poltiglia bordolese industriale o con altri preparati a base di Rame a dosi sostenute.

Piantumazioni Terminare la preparazione del terreno con opportune lavorazioni e laute concimazioni di fondo ricche in Fosforo e Potassio e mettere a dimora le specie caducifoglie; se il suolo è molto bagnato, attendere che le condizioni migliorino per evitare la “costipazione” del terreno con difficoltà nell’attecchimento delle giovani piante. Mettere a dimora gli astoni dei fruttiferi (pianta di un anno dall’innesto), scavando buche di circa cm 60x60x60. Distribuire sul fondo uno strato di letame maturo o altra sostanza organica e un ternario ricco in Fosforo e Potassio o un organo minerale con pari caratteristiche e coprire il tutto con uno strato di terra. Concimare anche il terreno vegetale risultante dello scavo che servirà a ricoprire l’apparato radicale della giovane pianta. Prima della sua messa a dimora è opportuno spuntare le sue radici più lunghe ed eliminare quelle scortecciate. Tenere a bagno per qualche ora le radici con una sospensione di estratti di alga o di acidi umici o di altri bioattivatori (300-500 ml in 100 litri di acqua) aggiungendo alla medesima formulati a base di microrganismi della micorriza e della rizosfera. Mettere a dimora l’astone, legandolo con legacci elastici a un tutore conficcato bene al fondo della buca (canna di bambù secca o paletto di castagno) e interporre tra i due elementi un cuscinetto di gomma o di juta. Interrare le radici fino al colletto della pianta, ponendo attenzione a non coprire mai il punto d’innesto, affinché la pianta, al di sopra di questo, non emetta radici che, negli anni, sostituiranno quelle più rustiche e resistenti del portainnesto selvatico. Pestare bene per far aderire la terra alle radici e innaffiare abbondantemente. Capitozzare l’astone e sfoltire i rametti laterali lasciandone tre, distanti almeno 15-20 cm tra loro, per evitare, nel tempo, la scosciatura delle branche che formeranno l’impalcatura dell’albero.

Raccolte Continua la raccolta degli agrumi (arance, limoni, clementine, mandarini e pompelmi).

 

Giardino

ALBERI Potare solo se è necessario e con moderazione le piante spoglianti e i Pini. I tagli devono interessare rami di medio-piccole dimensioni (max 6-8 cm di diametro) rispettando il “collare” per favorire la cicatrizzazione e la compartimentazione della ferita ed evitare la penetrazione di funghi della carie del legno.  Se dovete asportare un grosso ramo laterale effettuate sempre i tre tagli, per evitare la “scosciatura” che comporta gravi ferite al tronco. Il primo si effettua dal basso verso l’alto, per un terso del suo diametro, a 40-50 cm dal tronco. Il secondo si effettua dall’alto verso il basso, a 60-70 cm sempre dal tronco, recidendo del tutto il ramo. Il terzo taglio, da effettuare a pochi centimetri dal tronco e rispettando comunque sempre il collare, serve ad eliminare il moncone rimasto.  Si possono mettere a dimora un po’ tutte le alberature, rimandando a marzo-aprile la piantumazione delle sole specie sensibili al gelo. Scavare opportune buche in funzione della grandezza delle zolle; se grandi e profonde mettere sul fondo uno strato di pietrame, per drenare l’acqua in eccesso. Sistemare sul fondo uno strato di letame maturo, compost o altra sostanza organica, aggiungendo due-tre manciate di un concime ternario ricco in Fosforo e Potassio e coprire il tutto con uno strato di terra. In alternativa si può usare un concime organo minerale con un titolo simile. Stabilizzare il fusto legandolo con fasce elastiche a tre tutori in legno (paletti di abete trattati in autoclave o di castagno) conficcati bene al fondo della buca verticalmente oppure uniti in cima a piramide. Molto più discreti sono i sistemi di ancoraggio della zolla a scomparsa, cioè interrati, che invece lasciano piena libertà di muoversi alla chioma. Interrare la zolla e pestare bene la terra intorno al pane di terra per farla aderire alle radici e rispettare il colletto della pianta (punto di passaggio tra radice e fusto) che deve trovarsi a livello campagna o solo pochi centimetri più giù. Formare una “conca” di opportuna grandezza e innaffiare abbondantemente per far meglio aderire la terra alla zolla e alle radici che debbono reidratarsi. Se la zolla è particolarmente grande e profonda conviene “pistonare” con un paletto intorno ad essa per far scendere in profondità l’acqua con la terra e riempire così i vuoti d’aria che si possono formare sotto di essa. Successivamente, per favorire l’attecchimento, innaffiare con una sospensione di estratti di alga o di acidi umici o altro biostimolante. Ripetere il trattamento radicale a febbraio, a marzo e ad aprile.

PALME Potare le palme tagliando solo le foglie vecchie, ingiallite o secche e le loro infruttescenze. Osservare bene i capitelli e se notate ammassi di rosura scura (segatura indurita) o foglie bucherellate, effettuate un trattamento con un insetticida contro le larve della Paysandisia archon; una farfalla che attacca specialmente Chamaerops humilis e C. excelsa, ma anche molte altre palme (vedi maggio).

CESPUGLI Potare solo le specie che fioriranno durante i prossimi mesi estivi e autunnali mentre quelle che fioriranno in primavera si poteranno dopo la fioritura. Si possono mettere a radicare le talee dei cespugli spoglianti da fiore. Riportare alle acidofile (Azalea, Camellia, Rhododendro, Gardenia, Ortensia, ecc.) un terriccio ammendante acido e ben concimato.

ROSE Se non è già stato fatto, preparare il terreno per i nuovi impianti, effettuando una concimazione organica con un ternario ricco in Fosforo e Potassio. Potare i rosai asportando tutti i rami vecchi, morti o malati ed eliminare i getti che si incrociano, per sfoltire la pianta e rendere più armoniosa la vegetazione. Accorciare a 20/30 cm i rami delle rose grandiflora (a stelo unico) e a cm 40/50 quelli delle rose paesaggistiche (a mazzetti). Le varietà tappezzanti (striscianti o copri suolo) si potano solo ogni 4-6 anni. Dai rami di un anno potete ricavarne talee di 15-20 cm e con l’aiuto di un radicante potete moltiplicare le vostre rose.

AROMATICHE Controllare le erbe infestanti, eliminare i rami vecchi e quelli che si sono accresciuti troppo.

BULBOSE Nelle località a clima più mite, si possono anticipare le operazioni di febbraio.

TAPPEZZANTI Rifilare le aiuole, scerbare e pulire dal secco le piante. Si possono mettere a dimora viole e violaciocche.

SIEPI Se piacciono le forme geometriche, rifilare le siepi sempreverdi come bosso, pittosporo, lauroceraso, ligustro, ecc. prima dell’emissione dei germogli.

PRATO Se non è stato fatto in precedenza, concimare con un ternario ricco di Potassio per renderlo più resistente al freddo. In caso di ingiallimento diffuso dell’erbetta, aggiungere estratti di alga ed humus di lombrico o sangue di bue. Tosarlo alto a 6-7 cm di altezza. Irrigarlo solo se è necessario. Il prato non richiede altri interventi (revisionare il rasaerba e controllare che la lama sia sempre ben affilata).

PIANTE ACQUATICHE Le piante acquatiche sono in riposo e non richiedono cure particolari. Pulire gli argini estirpando le infestanti. Controllate frequentemente le piante acquatiche messe al riparo in sabbia umida e, ai primi segni di crescita, trasferirle in posizione più luminosa.

www.tecniverdesrl.it

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