Trovato il killer dei fichi. In riferimento agli articoli del 25 luglio e del 29 agosto scorsi sul “Quotidiano di Puglia”, dei quali si fa un sunto, aggiorniamo i lettori sugli ulteriori sviluppi dell’attività di ricerca.

Il 23 luglio scorso, la nostra azienda Tecniverde S.r.l., specializzata in sevizi e commercio di prodotti, macchine e attrezzature per l‘agricoltura, l’allevamento e il giardinaggio, è stata contattata dal Sig. Vito Ingrosso da Guagnano (LE) per una consulenza fitopatologica su alcuni esemplari di fico di sua proprietà, in contrada Volpe-Pigno. I fichi interessati erano tre di cui uno era del tutto secco

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mentre gli altri avevano rami con fogliame clorotico o in via di disseccamento.

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I tronchi presentavano ampie zone di corteccia disseccata con evidenti fori circolari di sfarfallamento di insetti xilofagi (divoratori di legno).

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Sotto la corteccia secca vi erano tracce di vecchie gallerie ripiene di segatura.

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Scortecciando le parti interessate sono state rinvenute larve di Cerambicidi

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della lunghezza di 2-2,5 cm, di colore biancastro, con sfumature arancio-ocracee al protorace che è leggermente più largo, rosate nei segmenti successivi e appena grigiastre, in trasparenza, negli ultimi 4-5 uriti. La testa, tipicamente infossata nel protorace, e le robuste mandibole sono di colore bruno-rossastro, mentre il labbro superiore, le mascelle e il labbro inferiore sono molto più chiari. Il corpo è pressoché cilindrico e non presenta zampe o pseudozampe ma solo sporgenze ventrali con funzione ambulacrale (movimento).

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Sul tegumento si osservano corti peli di colore bruno rossastro. Diversi sono i Cerambicidi che possono attaccare il fico e, siccome è difficile identificare la specie solo dallo studio delle larve, ho deciso di applicare una retina zanzariera intorno ai tronchi, in maniera da poter intrappolare e studiare qualche adulto sfarfallato. Pensavo potesse essere il Cerambice dalle macchie gialle, Psacothea hilaris, un coleottero con lunghe antenne bianche e nere e con macchie gialle sulle elitre nerastre, lungo 1,2-2,5 cm. Questo insetto è originario dell’Estremo Oriente ed è stato rinvenuto in Lombardia (Bergamo e Como) negli anni 2006/2008 su fichi in via di disseccamento.

Oltre a questi tre fichi esaminati, il Sig. Ingrosso mi ha condotto in altre sue proprietà dove insistono altri esemplari sparsi di fichi. Anche questi presentavano la stessa sintomatologia ed alcuni erano, addirittura, del tutto secchi.

Percorrendo le stradine di campagna, sempre in agro di Guagnano, ho notato sui cigli stradali diversi altri fichi sofferenti o secchi.

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Su buona parte della superficie della corteccia dei tronchi e delle branche dei medesimi fichi disseccati o sofferenti ho osservato migliaia di piccolissimi fori.

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Prelevando porzioni di corteccia sono state rinvenute larve e adulti di Scolitidi in piena attività.  Questi sono lunghi circa 2 mm, di colore marrone con il pronoto interessato da un fitto disegno in rilievo, formato da puntini coniformi. L’intero corpo è ricoperto da corti peli. Potrebbe trattarsi di Hypocryphalus scabricollis, uno scolitide originario dell’Asia centro-orientale dove vive principalmente a spese di Ficus retusa. In Italia è stato segnalato nel 2014 in provincia di Siracusa su alberi di fico comune gravemente ingialliti e in fase di disseccamento, mentre a Malta era presente già da diversi anni prima, sempre su fico. In genere gli Scolitidi attaccano le piante deboli e sofferenti e probabilmente vi è un collegamento diretto tra attacco del Cerambice e lo Scolitide. Altro collegamento può esserci anche tra fichi sofferenti per diverse cause e attacco di Cerambicidi in quanto molti di questi insetti si comportano da parassiti opportunisti che attaccano piante deboli e ammalate. Ma scavando il colletto delle piante morte o sofferenti non sono state notate alterazioni delle radici o micelio fungino che possano far pensare al marciume radicale da Armillaria mellea o da Rosellinia necatrix. Tanto meno sono stati osservati fori, gallerie o larve del temuto Punteruolo nero del fico (Aclees taiwanensis). Questo è un Coleottero Curculionide, le cui larve sono molto diverse rispetto a quelle di Cerambice osservate e descritte in precedenza. Le sue larve invece hanno una forma tozza e sono brevi, grosse e arcuate, di colore bianco-giallastro, lunghe massimo 1,5 cm. Il Punteruolo nero del fico è originario dell’Estremo Oriente ed è stato segnalato per la prima volta nel 2005 a Pistoia. Da qui si è diffuso, dopo aver distrutto le popolazioni di fico della Toscana, in Liguria, Lombardia, Veneto, Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. Tutto ciò era molto preoccupante ed è stato subito segnalato al Servizio Fitopatologico Provinciale, per approfondire lo studio da parte degli organi competenti.

Continuando la ricerca del killer dei fichi, il 4 agosto u. s. io e il Dott. Agr. Angelo Delle Donne, Dirigente del Servizio Fitosanitario della Provincia di Lecce abbiamo effettuato un sopralluogo ai fichi interessati, accompagnati sempre dal Sig. Vito Ingrosso. Abbiamo constatato e preso atto della sintomatologia descritta precedentemente e abbiamo effettuato ulteriori prelievi di legno di fichi morenti infestati da larve di Cerambice, con almeno due larve in piena attività. Tutto il materiale è stato consegnato a specialisti per lo studio approfondito del parassita. L’Amministrazione Comunale di Guagnano è stata informata di tutto ciò.

Continuando la ricerca del killer dei fichi…

Il 12 agosto u. s., per catturare eventuali adulti sfarfallati, il sottoscritto ha avvolto con una rete per zanzariere il tronco del fico morente, da cui sono state prelevate in precedenza alcune larve.

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È stato ispezionato a giorni alterni per controllare e prelevare eventuali insetti adulti intrappolati, per risalire alla loro specie. Ciò è importante per poter formulare un corretto programma di difesa integrata dei nostri fichi. Percorrendo la strada per Guagnano, lungo la circonvallazione di Salice salentina e precisamente all’altezza dell’uscita per Carmiano, ho individuato tre fichi disseccati e diversi altri in grave sofferenza, con una sintomatologia perfettamente uguale a quella dei fichi di Guagnano.

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Anche in agro di Carmiano ho trovato esemplari di fichi sofferenti con il tronco infestato da Cerambicidi e Scolitidi.

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Altre segnalazioni importanti per scoprire il killer dei fichi

 

Il 23 agosto sono stato contattato dal Sig. Enzo Murrone il quale mi ha riferito che sono morti alcuni fichi di sua proprietà in agro di Trepuzzi, contrada Mazzapinta con una sintomatologia molto simile a quella descritta per i fichi di Guagnano. Il giorno dopo mi ha inviato alcune foto riguardanti un fico di 70 anni disseccato nel giro di pochi mesi,

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particolari di altre piante infestate e molto sofferenti,

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di una larva

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e di due adulti,

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poi catturati.

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Queste ultime non sono molto nitide e risulta difficile la determinazione del parassita. Si tratta tuttavia sempre di un Coleottero Cerambide, lungo circa 2 cm, di colore bruno-grigiastro, con zampe e antenne bruno-rossastre e con assenza di disegni particolari sul corpo. Volendo azzardare un’ipotesi, sembrerebbe un Trichoferus. Potrebbe essere il Trichoferus campestris, ma non ci metto la mano sul fuoco. Potrebbe anche essere T. griseus. Purtroppo il Sig. Murrone, dopo averli fotografati, li ha uccisi e buttati via. Successivamente ho fatto un sopralluogo nella sua proprietà alla ricerca di qualche adulto, ma senza successo. Ho notato però che i fori di sfarfallamento, in questo caso, sono leggermente più piccoli rispetto a quelli osservati sui fichi di Guagnano.  Probabilmente si tratta di due specie di Cerambicidi diversi. Anche queste foto sono state inoltrate al Dott. Angelo Delle Donne per contribuire alla ricerca e all’eventuale determinazione di questo insetto.

Il 31 agosto, il sottoscritto si è recato a Guagnano con l’intento di applicare una rete zanzariera al tronco di altri due fichi infestati, poco distanti da quello già avvolto in precedenza.

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Fatto ciò, io e il Sig. Ingrosso, siamo andati quasi quotidianamente a controllare le eventuali catture, ma senza risultato. Alcuni giorni fa abbiamo staccato, dal colletto del primo fico avvolto, un pollone ormai secco. Scavando la sua base di attacco, interessata da gallerie piene di rosura, è fuoriuscito un Cerambice che è stato catturato.

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Il giorno dopo abbiamo catturato dai tronchi avvolti altri due adulti

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ed oggi ne abbiamo catturato un quarto.

 

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Sono Cerambici lunghi circa 18 mm, di colore marrone-brunastro. Il corpo è interamente ricoperto, in ogni sua parte, da corti e distesi peli decisamente più chiari che gli conferiscono riflessi nocciola. Il capo presenta in posizione frontale e mediana una macchia allungata scura per assenza di peli.

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Ai lati di questa si evidenziano i due cercini orbitali particolarmente rialzati.

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Le antenne sono sottili e lunghe circa 6 mm e sono composte da 10 articoli o antennomeri, oltre allo scapo e al condilo antennifero.

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Il pronoto è alquanto carenato sulla parte mediana, più evidente nella porzione posteriore.

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Ai lati di questa formazione, a destra e a sinistra, si osserva una macchia scura sub-rotonda del diametro di circa 1 mm, leggermente infossata e, in posizione più laterale, un’altra macchia scura sensibilmente più piccola (foto sopra). La parte posteriore del protorace presenta un evidente restringimento che sull’orlo forma un cercine rialzato.

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La parte anteriore del mesotorace è anch’essa decisamente ristretta e sul mesonoto, si osservano due piccole macchie biancastre costituite da corti peli molto chiari (foto sopra). Sul metatorace, in posizione laterale e posteriore è presente una decisa macchia biancastra, oblunga, di poco più di 1 mm, un po’ sfumata anteriormente.

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Le elitre (primo paia di ali) si presentano all’attaccatura molto ricche di peli e insieme allo scutello formano una prima fascia chiara trasversale, anche se non molto ben evidente. Più appariscenti sono invece le due fasce strette trasversali, un po’ irregolari e interrotte in alcuni punti che si osservano su di esse. Le elitre terminano alquanto arrotondate ed essendo queste porzioni molto ricche di peli, formano una fascia chiara trasversale, anche qui poco evidente (foto 30-31a-31b).

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Un Cerambice che presenta molte di queste caratteristiche è lo Xylotrechus smei (Gahan, 1906). Questo parassita, originario del Pakistan e dell’India, è stato introdotto nel Bacino del Mediterraneo, in Europa e nel Nord America passando dall’Africa centrale. Attacca molte specie arboree tropicali e paleartiche tra cui anche il Fico comune (Ficus carica) e il Gelso (Morus alba). Lo stesso autore (Gahan, 1906) descrive un’altra specie molto simile alla precedente che è lo Xylotrechus stebbingi, originaria dell’Hymalaia, che, a suo dire, attacca solo Quercus floribunda, una quercia sempreverde tipica degli altopiani indiani.  Alcuni autori (Ratti 1990, Dioli & Viganò 1990) sono convinti che X. stebbingi e X. smei siano la stessa specie, mentre Vitali, 2004, afferma che si possa trattare di due specie diverse. C’è da dire che nella proprietà Ingrosso, a poche decine di metri dai fichi attaccati, vi è un esemplare maestoso di gelso bianco del tutto indenne da attacchi di insetti xilofagi sul tronco, sulle branche e sui rami.

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Mentre, quasi affianco, vi sono due noci adulti e in produzione, che presentano alcuni rami disseccati con vecchi attacchi di insetti.

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Tutto il materiale raccolto, larve, insetti adulti, etc., è stato consegnato in data odierna agli organi competenti per farlo esaminare da entomologi specialisti della famiglia Cerambycidae e per l’identificazione certa e lo studio della specie al fine di formulare un piano di difesa integrata dei nostri fichi.

A tutt’oggi, io personalmente, non ho ricevuto altre segnalazioni di moria di fichi in Puglia e nelle campagne del Basso Salento, si rinviene solo sporadicamente qualche fico adulto disseccato, magari per altre cause ancora.

I primi disseccamenti dei fichi di Guagnano pare che siano stati osservati circa tre anni fa.

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Non sappiamo se l’aumento della popolazione di questi insetti può essere messo in relazione con i cambiamenti climatici che si stanno verificando. Potrebbero essere insetti di recente introduzione o insetti esistenti in loco da diversi decenni e per motivi da ricercare hanno fatto registrare un incremento significativo della loro popolazione. Tuttavia va detto che, tranne qualche eccezione, quasi tutti i fichi disseccati o molto sofferenti e infestati presentano vecchi tagli di branche o di grossi rami con il legno particolarmente interessato da gallerie e vistosi fori di sfarfallamento di insetti (foto 37-38-39-40).

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CONSIGLI

Per questo motivo si consiglia: a) Evitare nel modo più assoluto le potature drastiche che indebolendo la pianta la predispongono agli attacchi di molti parassiti. I tagli di potatura debbono interessare rami di massimo 6-7 cm di diametro, per rendere facile la cicatrizzazione e prevenire la carie del legno o l’attacco di insetti xilofagi. Inoltre si evita anche il disseccamento della corteccia delle branche e dei rami esposti al sole, perché possono subire in estate dannosissime scottature e la morte delle cellule del cambio; b) Di tanto in tanto, ispezionare accuratamente il colletto, il tronco e le branche dei fichi per scoprire eventuali fori di aerazione con emissione di rosura bruno-ocracea dovuta all’attacco di insetti ed intervenire eventualmente con un filo di ferro sottile per uccidere la larva; c) Segnalare subito la moria di piante al Servizio Fitopatologico della provincia interessata;      d) Abbattere e distruggere col fuoco le piante disseccate o in avanzato stato di disseccamento;           e) Per quanto riguarda le possibili strategie di lotta integrata contro questi parassiti bisogna spettare le indicazioni che verranno emanate da parte degli organi competenti.

Dott. Agronomo Vincenzo Mello

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